Facebook icon Twitter icon Youtube icon

1000 idee per il volontariato sintesi dei lavori


dono e partecipazione

 

 

LEGGI LA PAGINA DEDICATA ALL’EVENTO

Tavolo 1: Il volontariato accogliente

Il tavolo ha affrontato i temi giuridici e sociali relativi alle diverse opportunità di accogliere nelle associazioni di volontariato persone che volontari non sono, ma che, per ragioni diverse, possono trovare vantaggio – per la loro formazione, per il loro reinserimento sociale, per il loro progetto di vita – dal partecipare alle attività dell’associazione.

Si sono confrontati referenti di associazioni potenzialmente accoglienti e rappresentanti di servizi e di organizzazioni cosiddette invianti: la scuola per i progetti di alternanza scuola/lavoro, le istituzione penitenziarie per i progetti di misura alternativa al carcere.

I partecipanti alla discussione hanno condiviso la positività delle esperienze di accoglienza, le associazioni hanno precisato, tuttavia la necessità che i singoli progetti di accoglienza rispondano a requisiti di fattibilità: anzitutto la effettiva disponibilità della persona, ma anche una fattiva presenza dell’organismo inviante (scuola, servizi sociali, ministero) con il quale condividere l’analisi di compatibilità del contesto e della attività proposta e con il quale svolgere verifiche periodiche. Da parte loro le associazioni devono essere disposte al cambiamento, disponibili ad essere contaminate. – in questo può svilupparsi l ruolo del CSV -.

Questa riflessione è compatibile con l’esperienza portata dalla Associazione “Volontari per Brescia” che, come il progetto “volontari per un giorno”, ha intercettato il bisogno e la disponibilità di molte persone, soprattutto giovani, ad un volontariato temporaneo, finalizzato ad un evento, ad un progetto che condividono, ma che non li impegni per la vita: il cosiddetto “ volontariato liquido” che diventa, tuttavia, occasione di partecipazione, di sentirsi parte di un progetto per un Bene Comune.

I referenti delle istituzioni presenti – Provincia, Comune, Consigliera di parità – hanno confermato la disponibilità ad assumere un ruolo attivo nel sostegno alle associazioni di volontariato e nella promozione della partecipazione civile attraverso il volontariato.

Il referente delle imprese ha confermato la necessità e la volontà delle imprese di esserci e di costruire un circolo virtuoso con la comunità, con la scuola in particolare con la quale partecipare ai progetti di alternanza scuola/lavoro. Si sta diffondendo il concetto responsabilità sociale d’impresa, secondo il quale parte del profitto deve essere restituita al territorio.


Tavolo 2: Volontariato e sanità

Il gruppo ha affrontato i temi legati alla sanità con particolare riferimento alle nuove norme regionali che hanno, in parte, ridisegnato l’assetto istituzionale che garantisce l’erogazione dei servizi sanitari e socio-sanitari.

Nel gruppo si sono confrontati rappresentanti delle associazioni e delle istituzioni rilevando ciascuno difficoltà e modalità positive di collaborazione.

Da parte dei rappresentanti degli Enti e delle Agenzie sanitarie si sottolinea la difficoltà di coordinare e collaborare con le varie associazioni, ognuna con le sue specifiche dinamiche e si auspicano tavoli di confronto in modo da migliorare la comunicazione tra la parte pubblica e il volontariato, ma anche per favorire il dialogo fra le diverse associazioni. Per questo l’ATS ha costituito un tavolo di consultazione del Terzo Settore; uno degli obiettivi è “portare la cronicità fuori dagli ospedali”.

Da parte delle associazioni è stato sottolineato la volontà di agire anzitutto a tutela dei diritti dei cittadini; si vorrebbe, quindi, definire meglio le modalità di affiancamento delle istituzioni per valorizzare la loro esperienza nell’interpretare il bisogno e dare continuità alla cura, per offrire la loro capacità ed umanità nel sostegno al paziente ed alla sua famiglia.
Si condivide che un miglior coordinamento potrebbe evitare sprechi e sovrapposizioni. Mettersi in rete, in alcuni casi, può permettere di condividere le risorse strumentali e di coordinarsi nei rapporti con le istituzioni.

Alcuni chiedono anche che l’attività dell’organizzazione di volontariato sia verificata, certificata e, se necessario, questo porti all’accreditamento della loro funzione, ma anche che sia riconosciuta e valorizzata la specificità dei valori del volontariato nella cura del paziente (solidarietà, aiuto sociale, supporto alla famiglia, supporto alla persona).

Nella volontà di “servire meglio l’utente”, l’Agenzia potrebbe inserire la valorizzazione del l’attività di volontariato nel considerare il rapporto costi/benefici.

Riferimento costante nella discussione è stata la necessità di formazione dei volontari per renderli capaci di affrontare i loro impegni e per sostenerli nella loro attività.


Tavolo 3: Volontariato e risorse economiche

Il tavolo ha affrontato il tema del reperimento di risorse economiche e di persone nelle associazioni di volontariato.

Le esperienze e le riflessioni portate dai partecipanti hanno consentito di individuare alcuni requisiti che possono migliorare la ricerca di risorse. Anzitutto un’idea di azione legata al contesto e ben comunicata può consentire di raccogliere adesioni sia economiche sia di persone – l’esempio di Viva vittoria ne è una testimonianza.

Un altro requisito è certamente il “mettersi insieme” il fare rete a livello locale: non solo è richiesto dai bandi delle fondazioni di erogazione, ma è requisito condiviso anche dalle amministrazioni locali che lo promuovono e lo sollecitano per avere interlocuzioni più certe e perché gli interventi proposti siano davvero di sviluppo della coesione comunitaria. Il sindaco di Calvisano chiede sinergia e coordinamento, quello di Ospitaletto sostiene che occorre mantenere alle associazioni la libertà di agire come ritengono opportuno, ma sostenere con denaro pubblico solo i progetti di Comunità.

Le esperienze di alcune associazioni hanno sottolineato come sia difficile, ma necessario, mantenere aperto lo sguardo per creare rete con il maggior numero possibile di partner e vedere anche le possibilità di rapporto con il “profit” sempre più interessato a sostenere lo sviluppo del terzo settore.

Si sottolinea, infine, come la ricerca organica di fondi per il volontariato ed il Terzo Settore necessiti di un luogo organizzato, dotato di professionalità e strumenti in grado di intercettare le possibilità di risorse e di orientarle, sostenendo progettualità in grado di utilizzarle al meglio.


Tavolo 4: Rapporti con l’ente pubblico e la programmazione locale

Il tavolo ha affrontato il tema del rapporto tra la pubblica amministrazione e l’associazionismo, le possibili collaborazioni e il grado di partecipazione alla programmazione locale.

Per quanto riguarda il rapporto tra pubbliche amministrazioni e volontariato, nella costruzione dei Piani di zona, é stato sottolineato il passaggio evolutivo dagli “adempimenti formali” e dalle “spinte coercitive” delle norme regionali, alle scelte di collaborare riconoscendosi reciprocamente competenti ed affidabili. Questo è avvenuto soprattutto quando si è passati dalla programmazione per servizi alla comune attenzione a nuovi bisogni (le povertà conseguenza della crisi economica) o più in generale ai bisogni di coesione e di buone relazioni nella comunità.

Si sottolinea l’utilità di un disegno organico di coinvolgimento del volontariato, più che il sostegno a singole iniziative; il funzionario regionale precisa come ci sia una normativa a sostegno di una valida collaborazione, ma perché ciò sia fattivo occorre che anche le associazioni di volontariato escano dalla autoreferenzialità e siano disposte a costruire relazioni, a lavorare insieme, anzitutto tra loro e poi con la pubblica amministrazione.

In questo senso molte sono state le esperienza portate: la costruzione di progetti di comunità (come quello di Montichiari) dove amministrazioni e associazioni hanno lavorato su un piano di parità portando ciascuno risorse e competenze, l’organizzazione di Consulte locali (nate spontaneamente come quella di Lumezzane o promosse dall’Ente Locale come quella di Collebeato) che riuniscono più associazioni e si interfacciano costantemente con l’Amministrazione.

Ha suscitato particolare interesse la proposta portata da Labsus che invita le pubbliche amministrazioni ad adottare un “regolamento” che norma e sostiene l’impegno di organismi di terzo settore nella generazione, rigenerazione e manutenzione di beni pubblici.

Il “regolamento” – adattato alle singole esigenze locali è già stato adottato da molte città e, da qualche mese, anche dal Comune di Brescia e consente la costruzione di “patti” tra EE.LL. e Associazioni per prendere in carico e gestire funzioni di pubblica utilità fino alla rigenerazione di spazi o di edifici pubblici.

Si è condiviso l’idea che costruire o utilizzare ogni occasioni di confronto e collaborazione facilita la possibilità di mettersi in relazione paritaria, favorisce l’esperienza dell’assumere responsabilità collettive e la consapevolezza di promuovere progetti per il benessere di tutta la comunità.

Al CSV i partecipanti al tavolo hanno chiesto di promuovere anzitutto la cultura dell’ascolto e della condivisione anche promuovendo, nei singoli territori il proprio contributo tecnico nella fase di costruzione delle reti e nel sostegno nella fase di programmazione territoriale anche proponendo tavoli di condivisione a tema.

Da quasi tutti i partecipanti è stato chiesto di mutuare questa iniziativa (“1000 idee per il volontariato”) e riproporla nelle diverse zone.

E’ stata anche sottolineata la volontà di non negare l’autonomia del volontariato e che la collaborazione e la partecipazione non si trasformi in un formale sostegno a questa o quella amministrazione.

Si chiede anche di continuare, anzi di implementare, l’azione di formazione, di sensibilizzazione al volontariato, in particolare verso i giovani (anche promuovendo ed incentivando il rapporto con le scuole).